Quando devi convincere sulla bontà di un’idea, di un progetto o della tua azienda molto spesso consideri necessaria una puntuale esposizione di aspetti concreti (numeri, dati, report) trascurando il fatto che il coinvolgimento emotivo è una componente fondamentale nel processo di decisione di qualsiasi individuo.

S pesso, alla base delle considerazioni che normalmente vengono fatte sulla comunicazione efficace c’è un equivoco piuttosto semplice. Ovvero, si è portati a credere che un’argomentazione è valida e convincente se viene argomentata con cifre sterili, valorizzata dall’oggettività dei grafici, esposta nel modo più sintetico possibile e, nel caso, di una performance in una lingua straniera, assolutamente priva di qualsiasi tipo di errore grammaticale.

Se presentiamo a qualcuno dei contenuti validissimi sotto forma di lista della spesa letta con la voce monotonale del navigatore dell’auto, il messaggio e le informazioni che veicoliamo saranno chiaramente le stesse, ma avremo la certezza che il nostro impatto sul pubblico sarà quasi nullo. Il nostro obiettivo (sempre e comunque) è far passare un messaggio ed essere ricordati, possibilmente in modo positivo.

Il nocciolo della questione è uno solo. L’interesse e il coinvolgimento, cioè i parametri che definiscono una comunicazione efficace, dipendono principalmente da fattori emozionali (e addirittura inconsci) e non dalla pura logica dei numeri o dalla correttezza del codice linguistico. È il modo in cui funziona il cervello umano e un bravo comunicatore deve tenerne conto.

Guardare per credere.

Il primo video che ti proponiamo è quello di John Elkann.

Il suo inglese è impeccabile, il che sembrerebbe un buon presupposto per una comunicazione efficace, ed inoltre ci sta raccontando episodio biografico, un fattore che solitamente genera interesse in chi ascolta. Eppure, già dopo qualche secondo, abbiamo l’impressione che in questa performance manchi qualcosa e che, probabilmente, faticheremo ad arrivare alla fine del video.

Il secondo è un video di Roberto Benigni.

Appare subito chiaro che, se dovessimo soffermarci solo sugli aspetti linguistici, potremmo anche dubitare che chi parla si stia realmente esprimendo in inglese! La pronuncia è più che maccheronica, l’intonazione decisamente impropria, i termini di difficile comprensione. Ma è evidente che al pubblico questo non interessa. Tutti sono più che attenti, sono coinvolti dalle parole che sentono, emozionati, addirittura ispirati.

It’s all about emotion! E non c’è nulla da fare, è così perché così funziona il nostro cervello.

Abbiamo creato il modulo MT Series “The WowEffect: inspire your audience” con questo concetto in mente. Si tratta di un evento formativo dedicato alla comunicazione efficace e pensato proprio per chi vuole sviluppare la capacità di impattare, trascinare e convincere l’interlocutore a sposare un’idea, un’azienda, un progetto.

La forza degli MT Series sta nella nostra “Before, During and After Theory”. Scopri di cosa si tratta.
Per un estratto della performance del trainer Simon Lancaster all’evento dello scorso 16 febbraio, clicca qui.

Le prossime edizioni di “The WowEffect: inspire your audience” in programma per il 2017, si terranno:

  • martedì 27 giugno a Roma
  • giovedì 26 ottobre a Milano

I posti sono limitati, quindi se vuoi richiedere la partecipazione o conoscere le promozioni puoi consultare la pagina dedicata o scriverci una mail.

 

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